Rogier Hoenders, medico psichiatra
Elkana Waarsenburg, medico generico |
L’arte ha un potere di guarigione?
In occasione della mostra “Arte di Guarigione NgalSo”, per il compleanno di Lama Gangchen Rinpoche (Albagnano, 7 luglio 2009)
La cosa più bella di cui possiamo avere esperienza è il mistero. È all’origine di ogni vera arte e di ogni scienza. Colui che è estraneo a questa emozione, che non è più capace di fermarsi in stupita ammirazione o di sentirsi rapito da timore reverenziale è come morto. I suoi occhi sono chiusi.
-Albert Einstein
Introduzione
Siamo onorati dell’occasione che ci viene offerta di parlare di arte e guarigione. Noi non siamo degli esperti, siamo dei semplici laureati in medicina: tuttavia ci auguriamo di riuscire a condividere alcune considerazioni interessanti. A causa della nostra mancanza di esperienza e di conoscenza inizieremo ogni sezione con alcune citazioni di esperti, sulle quali faremo in seguito delle riflessioni.
Arte, medicina e scienza
Praticare l’arte è un modo per guarire se stessi e gli altri? L’arte ha un intrinseco potere di guarigione? Intuitivamente, saremmo portati a rispondere affermativamente: ma esistono anche prove scientifiche a sostegno di questa visione? In questa breve presentazione approfondiremo questi punti.
Ma innanzitutto, prendiamo in considerazione un’altra domanda fondamentale: “Che relazione esiste fra arte, medicina e scienza?”.
Molti pensano che la medicina sia una scienza, altri la vedono come un’arte. Altri ancora pensano che sia tutte e due le cose (Rogers, 2006). Mentre David Servan-Schreiber, psichiatra francese e noto scrittore, ha detto: “Abbiamo bisogno di riconciliare l’arte della medicina con la medicina in quanto scienza”!
Molti medici hanno riconosciuto che la creatività, anche di tipo artistico, è un aspetto importante nella pratica della medicina. Secondo Panda: “La medicina è sia arte che scienza. Le due sono interdipendenti e inseparabili, come due facce di una stessa medaglia. L’arte della medicina è importante perché abbiamo a che fare con esseri umani, con il loro corpo, la loro mente e il loro spirito. Per essere dei bravi medici bisogna diventare dei bravi artisti dotati di una sufficiente competenza scientifica. La tecnologia può arrecare sollievo al malato solo se ammantata di arte.” (Panda, 2006)
Comunemente, si parla spesso di ‘stato dell’arte’, intendendo con questo l’agire in modo professionale, secondo le più recenti scoperte scientifiche.
Ma noi (RH e EW) abbiamo la sensazione che arte, in medicina, comprenda molto di più di conoscenze scientifiche, cordialità e buona capacità di interagire col paziente. Per coltivare l’altro ‘stato dell’arte’ dovremmo cominciare ad affinare i nostri sensi. Ascoltando più chiaramente, vedendo più acutamente, toccando più frequentemente impareremo presto a riconoscere immediatamente degli schemi. Il cervello umano è come un computer e apprende velocemente a riconoscere ed interpretare schemi. Questo può servire a stimolare la guarigione. Possiamo dire che questo è un altro modo di spiegare lo ‘stato dell’arte’ (medica). Ma qual è il significato dell’arte, se la guardiamo da una prospettiva più ampia?
Definizione di arte
Secondo il dizionario, arte è “la qualità, la produzione, l’espressione o l’ambito di ciò che è bello, affascinante o di significato più che ordinario, sulla base di certi principi estetici”.
Il dottor Robert J. Belton (1996) ha detto: qualunque definizione sommaria di arte rischierebbe di semplificare eccessivamente l’argomento, ma possiamo dire che tutte le definizioni che ne sono state date nel corso dei secoli comprendono un aspetto di azione umana, sia che si tratti di abilità manuale (come nell’arte della vela, della pittura o della fotografia), di manipolazione intellettuale (come nell’arte della politica) o di espressione pubblica o privata (come nell’arte della conversazione, nell’arte medica ecc.). Ricordiamo che il termine ‘arte’ è connesso etimologicamente con ‘artificiale’, cioè prodotto da esseri umani.
A causa di questa complessità, gli scrittori hanno definito l’impulso artistico in molti modi diversi. Ellen Dissanayake, in What is Art For? (1988) ne dà questo elenco (compilato senza seguire un ordine particolare):
. il prodotto di un’intenzione conscia
. un’attività auto-gratificante
. una tendenza a unire cose dissimili
. un interesse per il cambiamento e la varietà
. lo sfruttamento estetico del contrasto tra familiarità e sorpresa
. lo sfruttamento estetico del contrasto tra tensione e rilascio
. l’imposizione di un ordine al disordine
. la creazione di illusioni
. un indulgere alla sensualità
. la manifestazione di certe abilità
. un desiderio di trasmettere significati
. un indulgere alla fantasia
. un aumento del proprio o dell’altrui prestigio
. illustrare
. l’elevazione dell’esistenza
. rivelazione
. abbellimento o ornamento personale
. terapia
. dare significato alla vita
. generazione di un’esperienza priva di auto-coscienza
. fornire paradigmi di ordine e/o disordine
. addestramento alla percezione della realtà
e così via.
Il termine ‘arte’ si riferisce dunque a molti fenomeni, sembra essere in relazione con molte cose. Alcune delle parole che ci vengono in mente sono: ‘flusso’, espressione creativa e produzione di oggetti belli e significativi. L’arte può esistere solo attraverso i cinque sensi: coltivandoli, si darà spazio a ogni tipo di qualità artistica, il non-visto verrà visto attraverso l’arte e si creerà una connessione con una sorgente più grande di noi. Questo stimolerà la (auto) guarigione!
L’arte ha un potere di guarigione?
Di nuovo, vediamo cosa hanno da dire alcuni esperti:
“Da quando i nostri antenati hanno cominciato a dipingere sulle pareti delle caverne (più di 20.000 anni fa), l’uomo ha saputo intuitivamente che esprimere emozioni attraverso l’arte era una cosa salutare. “Ogni volta che la malattia è associata alla perdita dell’anima,” scrive Shaun McNiff, “le arti emergono spontaneamente come rimedi, come medicina dell’anima.” La medicina dell’artista, come quella dello sciamano, nasce dalla sua relazione con “amici intimi” – i temi, i metodi e i materiali che interagiscono con l’artista attraverso il processo creativo
Larry Dossey dice: “Storicamente, l’espressione artistica è stata riconosciuta come un catalizzatore della guarigione. L’arte è una espressione della mente e dello spirito e non può essere eliminata dalla nostra equazione della guarigione. La moderna arte terapia può essere usata come un intervento sanitario estremamente efficace”.
Da molti anni Lama Gangchen Rinpoche sostiene la necessità dell’uso di interventi di arte terapia per l’auto-guarigione. Questo è anche parte integrante della sua attività di Lama guaritore, mentre molti aspetti di arte terapia come il canto, il movimento e la visualizzazione sono elementi costituenti della sua pratica di meditazione chiamata Autoguarigione NgalSo.
La dottoressa Jeanne Achterberg dice: “La visualizzazione è la forma più antica di medicina al mondo; è la fonte di ogni idea creativa ed è alla base di cerimonie di guarigione fin dall’inizio dei tempi. Attualmente, grazie a importanti risultati di ricerca clinica a favore del suo uso, la visualizzazione viene impiegata in tutto il mondo in una vasta gamma di trattamenti e per diverse problematiche fisiche, emotive e spirituali. La visualizzazione può essere usata come strumento di guarigione, e anche come metodo per indagare il significato più profondo della vita, collegandosi in questo modo alla pratica spirituale”.
Kathi Kemper, nel suo nuovo libro “Mental Health, Naturally!” (2009) scrive: “L’arte è un modo per esprimere se stessi ed entrare in connessione con idee o immagini di più vasta portata. L’essere impegnati in attività appassionanti o impegnative, come il creare dipinti, musica, letteratura o poesia sposta la nostra attenzione sul momento presente e accresce il senso di benessere. Le arti fanno parte della terapia olistica di pazienti e famiglie. Impegnandosi in espressioni artistiche e creative, le persone possono vivere in modo attivo lutti, dolori e celebrazioni, possono trovare la forza interiore per superare le loro situazioni e trovare guarigione e significato (Bailey, 1997). L’arte può essere particolarmente efficace per esprimere, comprendere e guarire emozioni e pensieri, specialmente per chi ha difficoltà a trovare le parole per esprimere se stesso.
Prove scientifiche?
Kathi Kemper, docente di pediatria, illustra le ricerche scientifiche su questo argomento:
Numerosi studi hanno messo in evidenza gli effetti positivi di un’attività di espressione artistica sulla salute fisica e mentale (Pratt, 2004; Hannemann, 2006; Garland, Carlson, Cook et al, 2007; Hamre, Witt, Glockmann et al, 2006). Essere completamente immersi in un’attività altamente impegnativa e mettere in gioco tutta la propria capacità per affrontare questa sfida provoca quello che uno dei miei insegnanti, il dottor Mihaly Csikszentmihaly, chiama “flusso” (Csilszentmihaly, 1991).
La condizione di “flusso” si sperimenta comunemente in presenza di un profondo coinvolgimento in uno sforzo creativo (Csikszentmihaly, LeFevre, 1989). Dal punto di vista dell’efficacia nel favorire la salute mentale, la qualità del coinvolgimento è molto più importante della qualità del “prodotto”.
L’arte terapia è una pratica così valida che esistono scuole, libri e corsi di formazione per addestrare i terapisti ad usare l’arte in modo efficace per il miglioramento della salute fisica e mentale (Rogers, 1997; Malchiodi, 2006; Ganim, 1999; McNiff, 2004; McNiff, 1992). Alcuni arte terapisti si dedicano a pazienti colpiti da angoscia o depressione, altri si occupano di pazienti ansiosi o malati di cancro. Un terapista può essere un aiuto molto valido, ma non c’è bisogno di aspettare un professionista per iniziare (o riprendere) un’attività creativa che ci procura una sensazione di felicità e appagamento.
Nella medicina occidentale, tecniche strettamente collegate a produzione artistica, fantasia guidata e visualizzazione si sono dimostrate efficaci per molte patologie (Ernst, Wider, 2006).
Guarire con l’arte? Come?
Nelle tradizioni mediche non-occidentali, come ad esempio nella medicina tibetana, vi è una ricca tradizione nell’uso dell’arte come medicina. Le thanka tibetane sono famose in tutto il mondo e molti le rispettano profondamente per il loro potere di guarigione. I lama guaritori tibetani spesso usano le visualizzazioni guidate a scopo terapeutico
Molte thanka raffigurano dei mandala. Anche lo psichiatra Carl Gustav Jung ha lavorato con queste immagini archetipiche. E nella psichiatria e psicoterapia occidentali l’arte è stata usata a partire dagli anni ’50 del Novecento come strumento che permette ai pazienti di affrontare i loro problemi mentali. Le principali terapie praticate oggi comprendono musica, danza, recitazione e arte terapia. La medicina antroposofica, per esempio, usa questi tipi di terapia già da oltre 100 anni.
L’arte terapia è una forma di psicoterapia in cui l’individuo viene coinvolto in una espressione creativa di sé allo scopo di diminuire la sofferenza, aumentare la capacità di introspezione ed attingere ai propri pensieri, alle proprie sensazioni e alle proprie emozioni – e questo indipendentemente dall’abilità con cui una persona disegna, dipinge o modella l’argilla. Quello che è importante è il processo in cui si esprime se stessi, non il prodotto finale. Si tratta di esprimere le proprie emozioni in modo creativo, senza il filtro delle parole.
L’arte terapia è utilizzata in ospedali, cliniche, centri di riabilitazione, scuole, studi privati e centri per anziani. Viene impiegata con bambini, adolescenti, adulti e anziani, con famiglie e coppie. Il suo scopo è di incrementare la salute fisica, emozionale e mentale, attraverso l’uso dell’espressione creativa.
Siamo dell’opinione che l’attività artistica, in quanto creativa ed espressiva, ci ponga in contatto con le nostre emozioni fondamentali e le metta in movimento. Ci aiuta a sbloccarci, per usare il termine impiegato da James Gordon, psichiatra e direttore del Mind-Body Institute di Washington. Ci trasporta nei territori dell’inconscio, dei sogni, dell’intuizione, delle emozioni represse e degli archetipi irrisolti. Di conseguenza, può costituire un catalizzatore potente del processo di guarigione. E può aiutare ad accrescere l’autostima.
Altre possibili tecniche impiegate in arte terapia sono la narrazione di storie, la collaborazione creativa e il dialogo con le immagini.
E per giunta… non c’è bisogno di essere artisti per impiegare l’arte a scopo terapeutico!
Conclusioni
Molti fenomeni possono essere considerati arte e qualunque sommaria definizione dell’arte sarebbe riduttiva. Considerando quello che dicono questi esperti, sembrerebbe che arte, medicina e scienza siano effettivamente collegate fra loro.
E sembra anche che esistano prove scientifiche del potere di guarigione dell’arte.
Quindi...
ci auguriamo di cuore che questa Mostra di Arte di Guarigione possa ispirare molte persone, in tutto il mondo, a dedicarsi sempre di più all’arte, e che questo procuri loro gioia e guarigione!
Riferimenti bibliografici:
Rogers, in Introduction to the Study of Medicine (2006)
S.C. Panda, Medicine: Science or Art? (2006)
Dr. Robert J. Belton, Art History: A Preliminary Handbook
Ellen Dissanayake, What is Art For? (1988, Seattle) University of Washington Press
Jeanne Achterberg, Imagery in Healing
Shaun McNiff, Art As Medicine
Cathy Malchiodi, Power of Expressing Sourcebook
Bailey, SS 1997 The arts in spiritual care Semin. Oncol. Nurs. 13: 242-247
Pratt, RR 2004 Art, dance, and music therapy Phys. Med. Rehabil. Clin. N Am 15, 827-841, vi-vii
Hannemann, BT 2006, Creativity with dementia patients. Can creativity and art stimulate dementia patients positively? Gerontology 52: 59-65
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Kathi Kemper, 2009, Mental Health, Naturally!
Gordon J, 2009, Unstuck; your guide to recovering from depression |